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GIOVE 1998
Il 1998 è stato
un anno molto agitato sul pianeta rosso, ed in particolare nella
Banda Temperata Sud (STB) e nella Banda Equatoriale Sud (SEB).
Bisogna premettere che negli ultimi anni era stata la banda nord
equatoriale (NEB) a creare maggiori fenomeni e che nella STB dal
1939 furono osservati e studiati i tre WOS (White Oval Spot -
ovale bianco in termini tecnici). Le tre famose Wos erano in
realtà le capofile di una serie di strutture anticicloniche
abbastanza comuni sull’atmosfera del gigante rosso. La
particolarità era data dalle loro dimensioni e dalla loro
apparente stabilità temporale. Erano infatti posizionate nella
STB da molti decenni. Questi anticicloni sono parte della STB
dalla sua evoluzione iniziale, studiata da Elmer Reese, che
seguì dapprima tre segmenti scuri nella Zona Temperata Sud (STZ)
e che in seguito si allargarono fino a costituire la STB, al cui
interno rimasero intrappolati i tre WOS. Nel 1997, uno dei tre
WOS, quello detto FA era ormai quasi invisibile, mentre gli
altri due DE e BC stazionavano presso la Macchia rossa (Red Spot
- RS). Nel maggio del 1999, dopo l’uscita del pianeta gassoso
dalla congiunzione solare, il grande astroimager giapponese Isao
Miyazaki (un vero mago della ripresa planetaria ad alta
risoluzione con strumenti amatoriali), effettuò delle riprese
CCD del globo di Giove notando con molto stupore che le due Wos
(DE e BC) si erano fuse in un unico ovale di buone dimensioni.
La notizia, subito diramata nei newsgroup e poi tramite i vari
mailinglist della rete Internet, scatenò l’interesse degli
astrofili appassionati di osservazione planetaria che iniziarono
una interessante campagna osservativa per verificare
l’evoluzione di questa scoperta. Questo evento, rappresenta una
novità, in quanto i vari ovali tendevano sempre a respingersi in
prossimità degli avvicinamenti periodici. Inoltre, prima della
congiunzione del 1998 la distanza tra i due centri anticiclonici
era sempre stata superiore ai 22°. Secondo le prime
interpretazioni certamente non molto certe, il nuovo ovale
denominato BE potrebbe essere il vecchio ovale BC che
interagendo con l’ovale DE ne avrebbe provocato la sparizione,
rimanendo l’unico. Le dimensione del BE sono comunque di circa
10 - 15° e si trova a circa 280° di longitudine (Sistema II).
Intanto la STB sta subendo continue evoluzioni e non è escluso
che si possano generare nuovi ovali semipermanenti come avvenne
sessant’anni fa. Quindi una possibile seconda interpretazione
del fenomeno potrebbe essere legata ai cicli temporali di
variazioni morfologiche. Ma le sorprese su Giove non finiscono
qui; dal mese di Giugno nella SEB è in atto una forte attività
in prossimità della longitudine 200° e 320° (Sistema II) che ha
portato alla formazione di un gran numero di ovali chiari di
piccole dimensioni al centro della banda, separati da festoni
azzurri. Nel mese di Luglio ha iniziato a formarsi un altro
numero di ovali chiari in prossimità della RS che in agosto si
sono evoluti in un trenino di 4 o 5 chiazze biancastre che
seguivano la grande macchia. Di contro la RS appare sempre più
sbiadita, nel suo colore arancio pallido con confini abbastanza
ben delimitati e dimensioni stabili. Nella SEB notevoli sono
state anche le apparizioni di macchie scure rispetto allo scorso
anno. La Neb, invece, continua ad essere contraddistinta dal suo
coloro rosso mattone, più evidente rispetto alla SEB e con un
buon numero di macchie scure allungate e di protuberanze. Questi
fenomeni appaiono solitamente dopo un allargamento della NEB a
16° di latitudine N. Nell’ambito dell’Associazione Astrofili
Aurunca - Sezione Osservazione e Ricerca, nel 1998 è stato
attivato il programma Giove. Il lavoro nel Programma è suddiviso
in riprese CCD e fotografie ad alta risoluzione; a questo si
uniscono le osservazioni visuali per il controllo periodico
della morfologia atmosferica. Continua anche la collaborazione
con la Sezione Pianeti UAI - Programma Giove, con la
compilazione delle schede osservative apposite. Per quanto
riguarda un iniziale resoconto delle attività del programma
Giove, possiamo riferirci ai risultati della sessione
osservativa di questa estate. Dal punto di visto fotografico,
interessantissimi sono stati i risultati ottenuti da Valerio
Fosso, che ha prodotto una serie ottima di riprese di Giove con
il suo Meade LX50 (203 mm di diametro F/10). Nelle foto spicca
soprattutto la risoluzione delle bande che invece, di solito,
nella fotografia di Giove è sempre modesta, salvo che si possa
utilizzare un rifrattore apocromatico. Durante la Sessione
osservativa estiva (fine agosto 1998), Giampaolo Soligo,
Pasquale Ago, Francesco Miriade hanno ottenuto una serie di
riprese CCD di Giove a poca distanza dall’opposizione. In queste
riprese, opportunamente elaborate ed ottenute con la nuova
camera CCD MX5 - C con single shoot colour (per riprese a
colori) abbinata ad un Celestron CG-11, sono ben evidenti tutti
i principali fenomeni che si sono verificati in questi ultimi
mesi sul gigante rosso. Come potrete vedere nelle immagini
pubblicate in queste pagine, sono ben evidenti la macchia rossa
con il suo caratteristico aspetto e colore (RS), il WOS BE di
cui sopra nella STB, i vari WOS di piccolo diametro, disposti a
treno, vicino alla macchia rossa (immagine 1), le macchie scure,
le protuberanze (immagine 2) ed i festoni nella Zona Equatoriale
(EZ) e nella NEB, la NEB dal colore caratteristico, e varie
bande tutte nel caratteristico globo schiacciato ai poli. Da
queste riprese si può comprendere tutto quello che è scritto in
questo articolo e saranno sicuramente utili per la sezione
Pianeti UAI. Indubbiamente un programma di osservazione e
ripresa sistematica a lungo termine potrebbe offrire maggiori
possibilità ricercative, ma la mancanza di collaboratori e di
strumenti non ci permette di poter ancora avere risultati di
questo tipo. In compenso uniremo queste immagini con le immagini
che verranno prodotte nel corso della sessione osservativa
invernale (fine dicembre 1998). Con queste immagini e con un
confronto empirico con i dati raccolti da altri astrofili nel
mondo potremo tracciare un profilo più preciso dell’evoluzione
gioviana del periodo maggio 1998 - maggio 1999. Ci riserviamo di
presentare questi risultati nei prossimi aggiornamenti. Il
programma pianeti nel 1999 prevede l’osservazione e la riprese
CCD di Saturno e Giove nelle sessioni invernali del 1998 e nelle
sessioni estiva e invernale del 1999. Inoltre nel mese di Aprile
del 1999 ci sarà l’opposizione di Marte che sarà seguita con un
apposito programma di riprese CCD.
PROSSIMAMENTE SARANNO INSERITI I SEGUENTI REPORT:
CONGIUNZIONE DI VENERE GENNAIO 1998
GIOVE E SATURNO 1997
GIOVE E SATURNO 1999
ESPERIMENTI DI DISEGNO PLANETARIO SU MARTE E DI STIMA
DELL'ANOMALIA DI FASE VENUSIANA
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