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LA POLVERE CHE NON C'ERA! Scoperta un nuovo tipo di polvere
interstellare che potrebbe far ridisegnare la geografia dei
quasar, far modificare le teorie sulla loro natura ed avere
implicazioni persino sulla teoria che li vuole in veloce
allontanamento per il noto effetto Doppler a cui sono
associati
 La
scoperta di un nuovo tipo di microscopica polvere
interstellare potrebbe condurre a nuove stime del numero di
quasar presenti nell'universo e della quantità di luce che
emettono. Lo sostengono alcuni astronomi dell'Università del
Nebraska di Lincoln in un articolo pubblicato sulla rivista "Astrophysical
Journal".
I ricercatori, guidati da Martin Gaskell, hanno presentato le
prove dell'esistenza di un tipo di polvere interstellare mai
osservato in precedenza. Le caratteristiche individuate da
Gaskell e colleghi, infatti, differiscono da quelle finora
note: la polvere ha l'interessante proprietà di far
apparire più rossa la luce visibile degli oggetti,
assorbendo preferibilmente le frequenze più alte. Inoltre, a
differenza di altri tipi di polvere interstellare già
conosciuti, non modifica la forma dello spettro ultravioletto.
"Quando la radiazione emessa da un oggetto viaggia nello
spazio per milioni di anni luce, deve passare attraverso gas e
polvere, - spiegano gli scienziati - e la polvere lascia
un'impronta caratteristica nello spettro".
Per ragioni non ancora del tutto comprese, alcuni buchi neri
molto massivi espellono lunghi getti energetici, mentre altri
no. Poiché gli astronomi captano meno emissioni ultraviolette
dai quasar con getti prominenti, è stato ipotizzato che i due
tipi di quasar liberino energia in modo diverso (quelli privi
di getti inghiottendo materia, gli altri rallentando la
rotazione del buco nero). "I nostri risultati - afferma
Gaskell - suggeriscono invece che le emissioni di quasi tutti
i buchi neri supermassivi siano fondamentalmente simili. Anche
se questi oggetti appaiono differenti, non è detto che lo
siano davvero: potrebbe trattarsi solo della polvere presente
fra noi e loro. Tenendo conto degli effetti della polvere,
quello che avviene attorno a un buco nero grande è molto
simile a quello che avviene attorno a uno piccolo".
Questa ipotesi potrebbe influenzare anche il calcolo del
numero dei quasar nell'universo: troppa polvere potrebbe
nascondere gli oggetti meno brillanti.
ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus
- Aggiornamenti di
astronomia Servizio a cura di :
Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it)
- <<fonte:
Le Scienze.it
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