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L'anomalia della stella Sole

 
L'ANOMALIA DELLA STELLA SOLE
La nostra stella è all'esterno più calda di quello che 'dovrebbe' essere: forse spiegata la causa

In genere siamo abituati a pensare che più ci si avvicini al nucleo di un corpo incandescente e più la temperatura sia alta, ma paradossalmente nelle zone periferiche del sole avviene il contrario: la superficie solare, infatti, raggiunge 'soltanto' i 6000 K mentre il vero calore si trova nell’atmosfera media ed esterna della stella, cioè nella cromosfera (100.000 K) e nella corona (ca. 1.000.000 K).
Già nel 2003 Margarita Ryutova del Lawrence Livermore National Laboratory e Theodore Tarbell del Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory di Palo Alto, in California, avevano proposto un modello basato su osservazioni effettuate con i satelliti SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) e TRACE (Transition Region and Coronal Explorer), che spiegasse il misterioso e improvviso aumento di temperatura che si verifica nel sottile strato al di sotto della corona.  Negli anni novanta, grazie a SOHO erano state identificate molte linee di campi magnetici sulla superficie visibile del sole, la fotosfera, che formavano un sistema denso di circoli chiusi. Questi circoli appaiono in continuazione, si fondono in modo esplosivo e poi svaniscono. I fisici solari sospettavano che il fenomeno fosse in qualche modo responsabile del riscaldamento della base della corona, ma non era chiaro come potesse trasferire così tanta energia attraverso la regione di transizione, uno strato sottile sotto la corona, nel quale le temperature crescono di un fattore 100.
Secondo gli scienziati, campi magnetici che si piegano e si tendono come fionde catapultano verso l’alto cascate di onde d’urto attraverso il gas che circonda il sole. Quando due circoli chiusi magnetici di polarità opposta si avvicinano e si fondono, la tensione fionda il plasma verso l’alto a velocità supersonica. Le onde d’urto risultanti viaggiano fino alla regione di transizione, dove continuano a propagarsi come in una valanga. Il riscaldamento sarebbe dovuto alle collisioni che si susseguono, che concentrano l’energia alla base della corona.
Alcuni giorni fa Craig DeForest del Southwest Research Institute di San Antonio, in Texas, e colleghi hanno analizzato i dati del telescopio TRACE e hanno individuato onde con una frequenza di 100 millihertz, che corrispondono a un suono 300 volte più profondo della tonalità più bassa percepibile dall'orecchio umano. "Queste increspature - spiega DeForest - sembrano trasportare circa un kilowatt di energia per metro quadrato dalla superficie del Sole".
 


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Servizio a cura di :

Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it) - <<fonte: Le Scienze.it >>


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