ERUZIONI - Forse un collasso di materia che ha prodotto l’apertura di voragini e crepe in superficie. Fatto sta che dal nucleo della cometa sono cominciati a uscire gas in grande quantità, creando tutto attorno una chioma lattiginosa grande quanto il pianeta Giove. Illuminata dai raggi del Sole questa, sia pur rarefatta, atmosfera cometaria ha fatto sì che la Holmes passasse, in poche ore dalla magnitudo 17 alla 3, quindi facilmente visibile a occhio nudo. Attualmente è ancora più luminosa, con una magnitudo di circa 2,5. Molte comete, proprio a causa dell’evaporazione dei ghiacci di cui sono fatte, si rendono visibili a occhio nudo quando, passando in prossimità del Sole, si riscaldano, circondandosi di una chioma e anche di una coda, una specie di strascico di polveri e gas. Ma la Holmes aveva già passato a maggio scorso il suo punto di massimo avvicinamento al Sole (perielio) senza dare segno di particolare attività; pertanto nessuno si aspettava che, allontanandosi verso le più fredde regioni dello spazio interplanetario, potesse dare luogo a questa abbondante eruzione.
COME OSSERVARLA - Per vederla bisogna collocarsi in una località al riparo da sorgenti di illuminazione cittadina e guardare verso Nord, cercando con l’aiuto di una carta stellare la costellazione di Cassiopea, facilmente riconoscibile per la sua tipica forma di doppia vi (W). Un po’ più un basso c’è la costellazione di Perseo. La cometa appare come un pallino un po’ sfocato, nella zona a sinistra della stella Mirfak. Disponendo di un binocolo o di un piccolo telescopio sarà possibile distinguere qualche dettaglio: il nucleo e la chioma che avvolge la Cometa.
