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In tempi in cui i media bombardano le nostre menti sulle cause artificiali del global warning, interessanti nuovi scenari vengono aperti dagli studi astronomici
Un articolo divulgativo di Andrea e Mario Giuliacci pubblicato sul periodico nazionale a carattere scientifico "Newton" del mese di Febbraio fa riferimento a nuove e importanti ricerche scientifiche, a mio modesto avviso dolosamente trascurate dai mass-media e dai governi di mezzo mondo, i cui risultati proverebbero che il global warming non riguarderebbe solo il nostro pianeta ma sembrerebbe interessare tutto il sistema solare. Il maggiore indiziato, quindi, sembra essere il Sole, mentre l'uomo ne sarebbe responsabile solo in minima parte.
Infatti, negli ultimi anni sono state rilevate temperature in crescita vertiginosa anche su Saturno (+2°), Giove (+5°), Marte e Plutone (+2°).
Ma quali sono i segnali del surriscaldamento interplanetario? Innanzitutto, la formazione di uragani, come quello enorme fotografato dalla sonda Cassini su Saturno di un estensione di oltre 8000 Km, con venti che superano i 550 km/h. Le ultime immagini scattate dal telescopio Hubble su Giove evidenziano la crescita abnorme di una nuova macchia rossa sulla sua superficie, e cioè di un gigantesco vortice in veloce sviluppo. Dalla Sonda Mars Global Surveyor, invece, sono state osservate voragini nelle calotte polari di Marte e più di recente tracce di erosione del suolo, prova di un probabile scorrimento d'acqua.
Ed ancora, su Plutone, dalla fine degli anni '80 ad oggi, a causa del graduale innalzamento delle temperature, la pressione atmosferica è più che triplicata. Ma davvero impressionanti sono i dati raccolti dalla sonda Voyager su Tritone, satellite di Nettuno, la cui atmosfera, passata da -200° a -193°, è diventata sempre più densa a causa del rapido aumento delle temperature (+ 7° negli ultimi 17 anni!).
In realtà è noto come il sole sia tutt'altro che una stella tranquilla, infatti la sua energia emessa verso lo spazio subisce nell'arco di anni o decenni delle variazioni cicliche. Nel corso dell'ultimo secolo l'attività solare è andata crescendo e l'aumento delle macchie solari nel decennio scorso testimoniano la crescita dell'attività del sole.
Ma ci si chiede: il Sole può effettivamente provocare da solo un così evidente aumento di temperatura in tutto il sistema planetario? Una risposta affermativa viene dai risultati di una recente ricerca del Prof. Adriano Mazzarella, responsabile dell'Osservatorio Meteorologico dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, secondo la quale le turbolenze del vento solare non solo generano fenomeni quali le aurore boreali o i black-out nelle comunicazioni ma influenzano perfino la durata del giorno terrestre, le correnti atmosferiche e le temperature. In sostanza, la ricerca tende a dimostrare come questi tre parametri siano legati tra loro con un effetto a cascata. In sintesi, un aumento della turbolenza solare influenzerebbe il campo geomagnetico e quindi i movimenti all'interno del nucleo terrestre, ciò causerebbe una diminuzione della rotazione terrestre e di conseguenza un aumento del giorno terrestre; le correnti zonali si intensificherebbere e di converso si verificherebbe una diminuzione degli scambi meridiani delle masse d'aria; risultato finale: diminuzione della temperatura media della Terra. Adesso Il sole sembra essere in una fase più "tranquilla" ma la sua attività influenzerà le temperature terrestri con anni di ritardo e quindi gli effetti si verificheranno nell'immediato futuro (25-30 anni), ciò spiegherebbe il perchè, oggi, nonostante l'aumento negli ultimi anni della turbolenza solare la terra non si sia ancora raffreddata.
In sostanza, il riscaldamento globale della terra dovuto alle attività umane può essere accelerato o frenato dalle variazioni del vento solare, ma è comunque un aspetto secondario del global warming.
I risultati delle ricerche scientifiche sul riscaldamento interplanetario sembrano essere in antitesi con quanto "sentenziato" nella IV relazione sui cambiamenti climatici della Commissione intergovernativa (Ipcc) formata da un gruppo di esperti di 130 Paesi, l'aumento medio delle temperature registrato negli ultimi 50 anni è dovuto al 90% alle attività umane e in particolare alla combustione di carburanti fossili e all'incremento della concentrazione dei gas serra. In tale rapporto quindi sarebbe dimostrato che tale incremento sarebbe da solo sufficiente a giustificare l'innalzamento delle temperature rilevato; entro il 2100 le temperature medie potrebbero aumentare dai 2 ai 4,5 gradi centigradi.
In conclusione, possiamo tranquillamente affermare che, ad oggi, non esistono ancora "prove assolute" che le emissioni umane di anidride carbonica e di altri gas da effetto serra siano un rischio reale per il mondo intero e pertanto, non è assolutamente certo che si verifichi il disastro climatico paventato dal gruppo di scienziati dell'ONU.
dott. Gabriele BRANNO
ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus
- Aggiornamenti di
astronomia Servizio a cura di :
Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it)
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www.campaniameteo.it
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