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Una originale e quanto mai utile nuova mappa 3D del cosmo confermerebbe la loro presenza, mentre il Very Large Telescope avrebbe osservato un "Blob"
Contiene circa un milione di
galassie la nuova mappa
tridimensionale del cosmo
realizzata da un gruppo
internazionale di astronomi.
L’atlante è il frutto di una
nuova tecnica di
intelligenza artificiale
sviluppata presso l’Università
di Cambridge.
Utilizzando stime molto
accurate delle distanze di
circa 10.000 galassie, si è
riusciti a ricavare un
algoritmo al computer con
cui sono state stimate con
sufficiente accuratezza le
distanze di un numero di
galassie decisamente
superiore, pari a circa un
milione. Di queste, era nota
la posizione bidimensionale
e il colore grazie allo
Sloan Digital Survey,
l’altro grande progetto di
mappatura delle galassie. La
chiave di questa nuova
ricerca consiste
nell’evitare di ricavare il
completo spettro di
radiazione di ogni galassia,
limitandosi a una speciale
classe, quella delle
galassie rosse luminose, il
cui colore intrinseco è
noto. È cosi possibile
misurare immediatamente la
distorsione di colore dovuta
a redshift, e di conseguenza
anche la distanza della
galassia.
“Ora –
ha dichiarato Ofer Lahav,
che ha partecipato allo
studio per conto dello
University College di Londra
– abbiamo una visione molto
precisa di come è costituito
l’universo, ma solo un’idea
del perché è fatto proprio
così. Misurando la posizione
delle galassie, infatti, gli
astronomi possono rivelare
il bilanciamento delle forze
che governano il nostro
universo: la forza di
gravità, che attrae tra di
loro due oggetti qualunque,
e il moto di espansione
dell’universo che si oppone
a questa attrazione: sulla
base di questi
calcoli, l’atlante
confermerebbe in modo
evidente la presenza della
materia oscura e
dell’energia oscura che
secondo gli studi
cosmologici più recenti
riempirebbero l’universo,
e ritenute le uniche in
grado di rendere conto della
'anomala' configurazione
spaziale delle strutture
visibili, frutto di non
ancora ben
decifrate materia, forze
attrattive e repulsive 'invisibili'.
"Rimane
il mistero - continua Lahav
- del perché la materia
ordinaria che costituisce il
nostro corpo e tutta la
realtà con cui entriamo in
contatto quotidianamente sia
solo una piccola percentuale
di quella contenuta
complessivamente nel cosmo.”
Sempre
con la stessa teoria della
materia e energia "oscure"
è stato interpretata
una osservazione diretta del
cosmo altrettanto 'anomala'.
Un
gruppo di ricercatori dell’
European Southern
Observatory (ESO)
hanno osservato con il Very
Large Telescope (VLT) un
enorme “blob” primordiale,
che risalirebbe a oltre 10
miliardi di anni fa. I
“blob”, che sono stati
osservati solo molto
raramente, sono oggetti
abbastanza energetici, ma
poco luminosi, di dimensioni
spesso molto superiori a
quelle della Via Lattea.
Il blob
osservato dal VLT ha un
diametro di 200.000
anni-luce, circa il doppio
della nostra galassia ed
emette un’energia pari a
quella di 2 miliardi di
Soli; tuttavia esso risulta
invisibile ai telescopi che
osservano il cielo nella
banda X, una circostanza che
ne fa un oggetto
assolutamente unico.
L’osservazione da parte del
VLT è stata possibile solo
grazie ad appositi filtri
che hanno consentito
l’identificazione delle
righe spettrali
dell’idrogeno.
"Abbiamo cercato di dar
conto di questo fenomeno –
ha detto Kim Nilsson, primo
firmatario dell'articolo in
cui si descrive la scoperta
sulla rivista 'Astronomy and
Astrophysics' – con le
spiegazioni usuali, come
quella che si tratti
dell’illuminazione di una
galassia con un nucleo
attivo, o di una galassia
che stia producendo stelle a
una velocità frenetica, ma
nessuna di esse è
appplicabile a questo caso.
Siamo giunti alla
conclusione che si tratti di
uno dei primi stadi di
formazione di una galassia,
in cui i gas primordiali
cadono su un ammasso di
materia oscura.”
Restano
comunque tutti i dubbi per
delle conclusioni tratte su
un oggetto che si ritiene
essere lontano da noi ben 10
miliardi di anni-luce, dato
che questa stessa rubrica ha
già mostrato come nelle
enormi distanze presenti tra
il nostro pianeta e ciò che
si osserva si possono
interporre oggetti e materia
fin ora sconosciuti che
potrebbero 'falsare' le
osservazioni, e quindi le
conclusioni. (per un esempio
non
necessariamente pertinente
al caso specifico si veda la
astronews n. 8)
ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus
- Aggiornamenti di
astronomia Servizio a cura di :
Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it)
- <<fonte:
Le Scienze.it
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