Associazione Astrofili Aurunca  O.n.l.u.s.
Sessa Aurunca (Caserta) - Campania - ITALIA

    

   Home Page > AstroNews > News 21 - agosto 2006

 

     
 
Nuove conferme per l'esistenza di materia ed energia "oscure"


Una originale e quanto mai utile nuova mappa 3D del cosmo confermerebbe la loro presenza, mentre il Very Large Telescope avrebbe osservato un "Blob"

 

Contiene circa un milione di galassie la nuova mappa tridimensionale del cosmo realizzata da un gruppo internazionale di astronomi.
L’atlante è il frutto di una nuova tecnica di intelligenza artificiale sviluppata presso l’Università di Cambridge. Utilizzando stime molto accurate delle distanze di circa 10.000 galassie, si è riusciti a ricavare un algoritmo al computer con cui sono state stimate con sufficiente accuratezza le distanze di un numero di galassie decisamente superiore, pari a circa un milione. Di queste, era nota la posizione bidimensionale e il colore grazie allo Sloan Digital Survey, l’altro grande progetto di mappatura delle galassie. La chiave di questa nuova ricerca consiste nell’evitare di ricavare il completo spettro di radiazione di ogni galassia, limitandosi a una speciale classe, quella delle galassie rosse luminose, il cui colore intrinseco è noto. È cosi possibile misurare immediatamente la distorsione di colore dovuta a redshift, e di conseguenza anche la distanza della galassia.
“Ora – ha dichiarato Ofer Lahav, che ha partecipato allo studio per conto dello University College di Londra – abbiamo una visione molto precisa di come è costituito l’universo, ma solo un’idea del perché è fatto proprio così. Misurando la posizione delle galassie, infatti, gli astronomi possono rivelare il bilanciamento delle forze che governano il nostro universo: la forza di gravità, che attrae tra di loro due oggetti qualunque, e il moto di espansione dell’universo che si oppone a questa attrazione: sulla base di questi calcoli, l’atlante confermerebbe in modo evidente la presenza della materia oscura e dell’energia oscura che secondo gli studi cosmologici più recenti riempirebbero l’universo, e ritenute le uniche in grado di rendere conto della 'anomala' configurazione spaziale delle strutture visibili, frutto di non ancora ben decifrate materia, forze attrattive e repulsive 'invisibili'.
"Rimane il mistero - continua Lahav - del perché la materia ordinaria che costituisce il nostro corpo e tutta la realtà con cui entriamo in contatto quotidianamente sia solo una piccola percentuale di quella contenuta complessivamente nel cosmo.”
Sempre con la stessa teoria della materia e energia "oscure" è stato interpretata una osservazione diretta del cosmo altrettanto 'anomala'.
Un gruppo di ricercatori dell’ European Southern Observatory (ESO) hanno osservato con il Very Large Telescope (VLT) un enorme “blob” primordiale, che risalirebbe a oltre 10 miliardi di anni fa. I “blob”, che sono stati osservati solo molto raramente, sono oggetti abbastanza energetici, ma poco luminosi, di dimensioni spesso molto superiori a quelle della Via Lattea.
Il blob osservato dal VLT ha un diametro di 200.000 anni-luce, circa il doppio della nostra galassia ed emette un’energia pari a quella di 2 miliardi di Soli; tuttavia esso risulta invisibile ai telescopi che osservano il cielo nella banda X, una circostanza che ne fa un oggetto assolutamente unico. L’osservazione da parte del VLT è stata possibile solo grazie ad appositi filtri che hanno consentito l’identificazione delle righe spettrali dell’idrogeno.
"Abbiamo cercato di dar conto di questo fenomeno – ha detto Kim Nilsson, primo firmatario dell'articolo in cui si descrive la scoperta sulla rivista 'Astronomy and Astrophysics' – con le spiegazioni usuali, come quella che si tratti dell’illuminazione di una galassia con un nucleo attivo, o di una galassia che stia producendo stelle a una velocità frenetica, ma nessuna di esse è appplicabile a questo caso. Siamo giunti alla conclusione che si tratti di uno dei primi stadi di formazione di una galassia, in cui i gas primordiali cadono su un ammasso di materia oscura.”
Restano comunque tutti i dubbi per delle conclusioni tratte su un oggetto che si ritiene essere lontano da noi ben 10 miliardi di anni-luce, dato che questa stessa rubrica ha già mostrato come nelle enormi distanze presenti tra il nostro pianeta e ciò che si osserva si possono interporre oggetti e materia fin ora sconosciuti che potrebbero 'falsare' le osservazioni, e quindi le conclusioni. (per un esempio non necessariamente pertinente al caso specifico si veda la astronews n. 8)

 


ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus - Aggiornamenti di astronomia 

Servizio a cura di :

Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it) - <<fonte: Le Scienze.it >>


| Home Page | AstroNews |