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Il silenzio di Deep Impact


Euforia al limite dell'esaltazione per il successo della missione, ma i risultati scientifici tardano ad arrivare: come mai?

Divulgata quasi come se fosse un nuovo colossal hollywoodiano, lo scorso 4 luglio l'ultima missione della NASA ha eccitato le già tanto intense fantasie dei più eroici sognatori di conquiste nello spazio. Ripercorriamo le fasi salienti della cronaca minuto per minuto offerta dal sito dell' UAI.

06:37 - Effettuata la prima manovra di orientamento dell'impactor verso l'obiettivo

Sono stati consumati 3.1 kg di carburante, ne restano 7 kg. Inviato un comando per controllare che le comunicazioni siano ok fra sonda madre e impactor.

06:43 - Rick Grammier, project manager: "Andiamo bene, abbiamo appena completato la prima correzione di manovra. Questo vuol dire che l’impactor è riuscito ad impiegare le immagini del sistema di autonavigazione".

6:58 - Rick Grammier, project manager della missione: "La cometa appare avere una forma molto particolare. L'abbiamo osservata tutto il giorno, man mano che ci avvicinavamo. Ricorda una banana. L'ultima immagine che abbiamo riprende la cometa in una fase di rotazione che sembra mostrarne un'estremità, più o meno triangolare".

07:10 - Don Yeomans, project scientist: "Il sistema di navigazione ha fatto un eccellente lavoro: anche se non avessimo effettuato alcuna correzione, saremmo comunque rimasti sul percorso di impatto con la cometa". Mancano circa 40 minuti all'impatto previsto.

07:21 - Completata la seconda manovra di correzione della traiettoria dell'impactor
Consumati soltanto 360 grammi di combustibile.

07:28 - Rimangono 6.5 kg di carburante nell'impactor.

07:30 - Propulsion-Impactor team: "Tutto procede normalmente".

07:31 - Ultima manovra di correzione prevista: alle 7:39. Impatto previsto alle 7:52.

07:39 - Ecco la prima immagine dettagliata del nucleo della cometa Tempel 1!

07:44 - L'impactor dovrebbe colpire la parte inferiore del nucleo (v. immagine).

07:51 - 20 secondi all'impatto.

07:57 - IMPATTO CONFERMATO!

07:58 - Eccellente immagine dell'impatto ripresa dalla sonda madre. Al centro di controllo missione grande entusiasmo.

08:01 - Dalle immagini in arrivo, la cometa dovrebbe aumentare la propria luminosità in modo chiaramente visibile da Terra.

09:35 - Cominciano a circolare in rete le prime "astrobufale"
Secondo l'agenzia di stampa ANSA "il proiettile ha intercettato la rotta e colpito la Tempel facendola esplodere".

10:10 - Primi risultati delle osservazioni da Terra: forte aumento della luminosità di Tempel 1.


Prima e dopo l'impatto: le immagini del Faulkes Telescope (Hawaii)

E qui la notizia conclusiva, con uno dei maggiori protagonisti della missione che affronta il tutto con la solita alta filosofia americana

10:58 - Conclusa la conferenza stampa sul dopo-impatto
Charles Elachi, direttore JPL: "C'è una cometa in cielo che si sta chiedendo 'Che cosa diavolo è successo?'" ... !


Ma vediamo quali erano gli obiettivi per cui è nata e cresciuta Deep Impact, riportati da una news del 4 Giugno del sito de "Le Scienze"

"Il 4 luglio 2005, la navicella Deep Impact della NASA raggiungerà la cometa 9P/Tempel 1 e le lancerà contro un 'impactor' da 360 kg che dovrebbe produrre un cratere sulla superficie della cometa e sollevare una nuvola di gas e polvere.
Questo esperimento rappresenterà la prima opportunità per studiare la crosta e l'interno di una cometa. Poiché il materiale all'interno della cometa è incontaminato, rivelerà nuove informazioni sulle fasi primordiali del sistema solare." ("...e addirittura sull'origine della vita." - riferirà Keyur Patel, project manager di Deep Impact, successivamente sempre su Le Scienze)

Ebbene, a più di 15 giorni dal successo tecnico della missione, qual è l' entità del successo scientifico?
In una successiva nota serale del giorno stesso dell'impatto, il sito dell'UAI riporta:

20:59 - Terminata la conferenza stampa con i risultati scientifici
Segnaliamo subito che è stato accennato a un aumento della luminosità della cometa "di circa 5 volte" (A'Hearn). In particolare, la luminosità sarebbe aumentata di tale valore nel corso delle prime due ore, per poi ridiscendere di circa due terzi. [Osservatori statunitensi avevano in mattinata riportato osservazioni di un repentino aumento di magnitudine, in grado - ad esempio - di rendere evidente la cometa, altrimenti osservabile soltanto con visione distolta.

La sonda è in ottima forma, la memoria è piena di dati che sono in fase di scaricamento a Terra. Ha ancora 160 kg di carburante disponibile. Nei prossimi giorni si deciderà se fare una extended missione o crearne una nuova.

Le immagini riprese da Deep Impact, riunite in un video, sono sensazionali. Si nota chiaramente un intenso flash iniziale; pochi istanti dopo uno sbuffo di materiale si espande rapidamente al di sopra dell'area di impatto, e solo successivamente un secondo sbuffo di materiale comincia a espandersi più lentamente dal punto di impatto, proiettando un'ombra sulla superficie.

La questione dei "due sbuffi" è fra quelle che ha maggiormente interessato gli scienziati presenti alla conferenza stampa: sembra essere una chiara indicazione - confermata da una delle numerose simulazioni realizzate in precedenza - che l'impactor ha attraversato prima una crosta superficiale di bassissima densità, incontrando poi improvvisamente un materiale molto più compatto che ha causato il secondo sbuffo di materia.

Un'altra caratteristica osservata è stata la distribuzione della temperatura sul nucleo prima dell'impatto. Le zone più spesso in ombra hanno una temperatura decisamente inferiore: ciò darà indicazioni utili per comprendere le proprietà termiche della cometa e contribuire a definirne meglio la composizione.

Altre nuove domande cui dare una risposta: già sulla cometa Borrelly erano state osservate delle zone piatte. Ora, anche su Tempel 1 sono state riscontrate alcune regioni dello stesso tipo. Il fenomeno che le ha originate non è ancora chiaro.

Non ci sono ancora immagini del cratere, che probabilmente sarà "ben più grande di una casa". Non ci sono soprattutto per la quantità di ejecta prodotti. Occorrerà almeno una settimana di lavoro per filtrare le immagini e riuscire a guardare attraverso gli sbuffi di materiale.

La settimana è passata, ma di Deep Impact si parla poco, pochissimo. Ma un' unica news del 15 luglio, sempre da Le Scienze.it, finalmente rompe il silenzio e riporta:

"A causa della nube di materiale sollevata dall'impatto del proiettile con la cometa Tempel 1, la sonda Deep Impact ha perso la possibilità di osservare il cratere che ha prodotto. Gli scienziati della NASA stanno ora analizzando i raggi X emessi dopo la collisione per stimare le dimensioni del cratere.
Il satellite Swift ha registrato gli impulsi luminosi provenienti dalla cometa il 9 e il 10 luglio. I raggi X sono stati prodotti dalla polvere sollevata durante l'impatto, e pertanto possono indicare quanto grande è la voragine lasciata dal proiettile nella cometa.
Secondo i ricercatori, sono state sollevate tonnellate di detriti. "Prima del rendezvous con la sonda Deep Impact - spiega Paul O'Brien dell'Università di Leicester, membro del team di Swift - la cometa era una sorgente di raggi X piuttosto debole. Le radiazioni che ora rileviamo sono state generate dai detriti creati nella collisione, combinati con materiale che si stacca naturalmente dalla cometa".
Anche se l'impatto si è verificato il 4 luglio, sono stati necessari diversi giorni perché la polvere e i detriti raggiungessero l'atmosfera superiore della cometa (la chioma), dove possono essere illuminati dalle particelle ad alta energia provenienti dal sole (il cosiddetto vento solare).
Le analisi sono tuttora in corso, ma gli scienziati ritengono che sia stata sollevata abbastanza polvere da lasciare un cratere profondo una decina di metri e largo come un campo da calcio."

A questo punto sembra lecito pensare che ciò che nessuno vuole ammettere alla NASA è che gli effetti di una collisione di un impactor da 360 Kg a 10 Km/s è stato effettivamente sottovalutato: si era stimato una settimana il tempo necessario per liberarsi delle polveri innalzate dall'impatto; se dopo 11 giorni si è dovuto ricorrere ad un mezzo esterno per guardare attraverso le polveri che ancora sono presenti vuol dire che le polveri alzatesi sono molto più del previsto.

Ci sono persone sulla Terra che si stanno chiedendo: "quali diavolo sono gli effetti di un tale impatto sull'orbita della cometa?"

Consoliamoci col fatto che la prossima missione su una cometa sarà europea, a 10.000 Km da Hollywood!

 


ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus - Aggiornamenti di astronomia 

Servizio a cura di :

Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it) - <<fonte: Le Scienze.it ; UAI.it >>


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