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Carbonio cosmico
L'atomo di carbonio può essere
definito il mattone fondamentale della materia
vivente, va a costituire, cioè, i perni su cui si
costruiscono molecole ad alta complessità come proteine,
lipidi, carboidrati ed ovviamente acidi nucleici: la sua
produzione nelle stelle e la sua massiccia presenza sul
nostro pianeta è stata di fondamentale importanza per la
nostra esistenza. I modelli teorici attualmente più
accreditati indicano che gli elementi chimici più
semplici (Idrogeno,Elio e Litio) si siano formati per
primi a causa dell' aggregazione delle particelle
(quark,elettroni...) che fino a 300.000(?) anni dopo il
Big Bang vagavano singolarmente per lo spazio in una
stato non ancora totalmente differenziato dall'energia
pura, mentre gli elementi via via più pesanti si siano
formati a partire da 1 miliardo(?) di anni per il
collasso delle stelle di prima generazione costituite
esclusivamente da idrogeno ed elio. I modelli di evoluzione stellare ci
dicono che, dopo la quasi completa trasformazione
dell'idrogeno in elio, si avvia una nuova fase di
contrazione che finisce con l' attivare una
super esplosione: si ha così la supernova; durante la
nuova fase di contrazione l'elio si trasforma in
carbonio, carbonio che insieme con l'elio e l'idrogeno
residui vengono espulsi e lanciati nello spazio
dall'esplosione: quel carbonio sarà presente nella
formazione di nuove stelle, le stelle di seconda
generazione, che cominceranno i loro processi di fusione
nucleare con un elemento più pesante già incorporato,
appunto il carbonio prodotto dalla prima generazione di
stelle. In questo modo si sono formati gli elementi via
via più pesanti; per farvi un'idea di come il nostro
sistema solare ed il nostro pianeta siano
'vecchi' relativamente al circolo della produzione
universale e letteralmente 'riciclati'
dall'universo basti pensare che il nostro Sole contiene
ben 60 elementi al suo interno! Ora, man mano che le generazioni di
stelle si sono susseguite, queste potevano 'innescarsi'
con una massa iniziale sempre più piccola: al di sotto
di un certa quantità critica di massa iniziale, la
stella alla fine della seconda fase di contrazione può
non trasformarsi subito in una supernova, ma può
sperimentare una 'riaccensione' più che
un'esplosione; Si stima che il fenomeno si verifichi
per il 25 per cento delle stelle attuali, ma è così
rapido che è molto raro da osservare. La teoria classica prevede che un
pianeta si formi dal disco protostellare della sua
stella, come se fosse una sorta di materiale di scarto,
o meglio, materiale sfuggito all'attrazione
gravitazionale del disco che sta per 'accendersi', e che
quindi il materiale che costituisce il pianeta è il
materiale stesso della sua stella. Quindi il carbonio della Terra
dovrebbe essere il carbonio 'caduto' dal Sole mentre si
stava formando insieme con gli altri elementi che la
compongono. Una ricerca condotta da uno
scienziato dell'Università di Manchester mostra
invece come la riaccensione di una stella al di fuori
del sistema solare potrebbe aver contribuito a creare la
Terra. La scoperta è stata effettuata durante un
progetto di ricerca sull'oggetto di Sakurai, l'unica
stella che in tempi moderni è stata osservata mentre si
riaccendeva. Albert Zijlstra e colleghi hanno scoperto
che il 5 per cento del carbonio presente sulla Terra
potrebbe provenire dalla polvere espulsa da oggetti come
quello di Sakurai. "Quando una stella si riaccende, -
spiega Zijlstra - può espellere fino allo 0,1 per cento
della sua massa totale, equivalente a 300 volte la massa
della Terra. Il carbonio, emesso sotto forma di gas o di
polvere, può raggiungere regioni dello spazio dove si
formano nuove stelle, e la polvere può essere
incorporata in nuovi pianeti. I nostri risultati
suggeriscono che questa fonte di carbonio cosmico possa
essere più importante di quanto ipotizzato in
precedenza".
La scoperta non soltanto fornisce nuovi indizi
sull'origine del nostro pianeta, ma suggerisce anche che
gran parte del carbonio presente nell'universo potrebbe
provenire da eventi di questo tipo. Lo studio è stato
descritto sul numero dell'8 aprile della rivista "Science".
ASTRONEWS - Associazione Astrofili Aurunca Onlus
- Aggiornamenti di
astronomia Servizio a cura di :
Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it)
- <<fonte:
Le Scienze.it
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