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La materia mancante dell'universo

 
LA MATERIA MANCANTE DELL'UNIVERSO
Un ricercatore dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, nel Massachusetts, afferma di aver risolto uno dei più appasionanti enigmi dell'astrofisica

La materia barionica (neutroni e protoni) mancante era una piccola parte di tutta la materia oscura che costituirebbe addirittura il 90% di tutta la materia dell'universo: Fabrizio Nicastro l'ha finalmente individuata in nubi di gas a spasso per lo Spazio!

In realtà, anche il resto della materia oscura non ancora individuata, seppur non barionica, risponde anch'essa alla forza fondamentale della materia conosciuta, la gravità, e pertanto gli esperti del settore possono già affermare con una certa sicurezza che questa non sia niente di trascendentale!
Il ricercatore dal nome inconfondibilmente italiano afferma: "L'inventario di tutti i barioni nelle stelle e nel gas all'interno e all'esterno delle galassie arriva a contare soltanto per poco più della metà dei barioni che esistevano appena dopo il Big Bang. Ma ora abbiamo scoperto il luogo dove probabilmente si nascondono i barioni mancanti".
Diverse misurazioni nel corso della storia dell'astrofisica hanno fornito una buona stima della massa totale dei barioni - i neutroni e i protoni che compongono i nuclei di atomi e ioni - presenti nell'Universo dopo il Big Bang. Tuttavia, in qualche momento durante gli ultimi dieci miliardi di anni, gran parte di questi barioni è sparita: la quantità di materia osservata non coincide con quella prevista teoricamente.
Diverse simulazioni della formazione delle galassie al computer suggerivano che questa materia potesse essere contenuta in un sistema intricato e diffuso di nubi di gas dalle quali si sarebbero formati gli ammassi galattici. Queste nubi erano finora sfuggite all'individuazione per la loro densità estremamente bassa e un range previsto di temperature da poche centinaia di migliaia a un milione di gradi Celsius. Tracce di questo WHIM (mezzo intergalattico caldo) erano già state rilevate attorno alla nostra galassia, o nel Gruppo Locale di galassie, ma la mancanza di una prova definitiva dell'esistenza del WHIM oltre le immediate vicinanze cosmiche impediva una stima della densità dei barioni nell'universo.
Ora, nell'ottobre 2002 e nel luglio 2003, grazie all' osservatorio a raggi X Chandra della NASA, gli astronomi avevano scoperto due gigantesche nubi intergalattiche di gas caldo diffuso nubi molto più distanti (a 150 e a 370 milioni di anni luce dalla Terra), grazie al loro assorbimento dei raggi X prodotti dalla galassia di tipo quasar Mkn 421.
Utilizzando questi dati, ipotizzando che le dimensioni e la distribuzione nelle nubi siano rappresentative, Nicastro e colleghi hanno potuto stimare la densità media della massa dei barioni di simili nubi in tutto l'Universo, scoprendo che è consistente con quella dei barioni mancanti.

 


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Servizio a cura di :

Francesco Loffreda (francesco.loffreda@virgilio.it) - <<fonte: Le Scienze.it >>


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