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Altair On Line - Giornale di Astronomia: L'inquinamento Luminoso nella città di Sessa Aurunca
 

     
 

L'inquinamento Luminoso nella città di Sessa Aurunca

Parte Prima - Il Centro Storico

In questo articolo presentiamo la prima parte dei risultati dell'indagine sull'inquinamento luminoso a Sessa Aurunca, condotta dai soci Pasquale Ago e da Francesco Miriade nel 1998-1999

La città di Sessa Aurunca, ha subito negli ultimi anni un notevole fenomeno di espansione urbanistica che in corrispondenza di un discreto incremento demografico, ha modificato l'originaria pianta urbana nella parte periferica. Queste modificazioni della morfologia territoriale hanno provocato il necessario "rimodernamento" dell'impiantistica di illuminazione pubblica. Le modifiche sono avvenute soprattutto nelle zone periferiche ma anche nel centro storico che presentava un sistema di illuminazione troppo antiquato ed inadatto alle necessità della popolazione residente. In questa ottica vanno ascritti gli interventi realizzati negli ultimi dieci anni ( appunto nel centro storico) diretti alla sostituzione del precario impianto di illuminazione ai vapori di mercurio, con un moderno sistema di lampade al sodio ad Alta pressione. Ecco i vari passaggi degli interventi di rimodernamento. In primo luogo, è stata incrementata la densità dei punti luce nelle zone a maggiore frequentazione: Piazza XX Settembre, Piazza Ercole, Corso Lucilio, Piazza Castello, Marina del Castello, Piazza Tiberio, Piazza Duomo. In secondo luogo sono state sostituite i precedenti lampioni (con annessi sostegni) con artistiche lanterne della Ditta Neri e sono stati illuminati con fari simmetrici al sodio alta pressione, tutti i principali monumenti del centro storico (in particolare il Castello Ducale ed il Duomo). Infine, nel marzo 1998, sono state sostituite le lampade ai vapori di mercurio con lampade al sodio Alta pressione. Questi interventi, se da un lato hanno migliorato e non poco la visibilità in quasi tutte le zone del suddetto centro hanno anche causato un aumento impressionante dell'inquinamento luminoso che può essere facilmente avvertito osservando la città da lontano (ad esempio venendo dall'Appia S.S.7 direzione Formia - Sessa). Sessa Aurunca, appare come una sorta di vulcano in eruzione, con un inquietante pennacchio di colore arancio, che si innalza, dal centro storico, diretto verso il cielo, per svariati Km. Nelle serate invernali, ricche di foschia e nebbia, il cielo assume un irreale colore plumbeo, simile a quello che può essere ammirato durante un tramonto. Ciò è l'inequivocabile conferma di quanto detto. L'Associazione Astrofili Aurunca Onlus ha condotto un'indagine per calcolare il livello di inquinamento e le conseguenze. In questo primo articolo ci riferiamo, per motivi di spazio, al solo centro storico, per poi parlare, nel prossimo numero, della situazione nel resto della città. La prima indagine condotta è stata quella del controllo della qualità del cielo in termini di magnitudine limite osservabile. Si è evidenziata una perdita di circa 3-4 magnitudini rispetto alla norma arrivando al preoccupante limite della seconda magnitudine. In alcuni punti, risultati iper illuminati, il valore sopra indicato non è neanche confermabile.


Fig.1
- Impianto non a norma del centro storico

Ora posto che le lampade utilizzate (vedi fig.1) producono una dispersione verso l'alto pari a circa il 30%, un'efficienza luminosa pari a circa 70-150 lumen/watt e che non sono filtrate, e posto ancora che il centro storico occupa un'aria di circa 270.000 metri quadrati, si può ottenere che in un anno, il flusso luminoso disperso verso l'alto è di circa 8.000.000 di Lumen. Da ciò deriva che per l'illuminazione del centro storico di Sessa Aurunca, il 30% della bolletta elettrica è uguale ad energia dispersa verso il cielo, cioè a soldi sprecati in un ammontare stimato in circa 40 milioni di lire. Ma vediamo quali possono essere le cause e laddove l'inquinamento luminoso è più accentuato. Tra le cause abbiamo certamente, la particolare conformazione delle lanterne che non presentano schermature nella parte superiore, ne, vetrini filtrant (bisognerebbe sostituirle con quelle a norma di cui alla figura 2). Inoltre, i corpi illuminanti presentano un forte tasso di abbagliamento ottico, segnale di un eccessivo wattaggio delle lampade. Non bisogna dimenticare che la stessa conformazione degli edifici del centro storico, tutti molto vicini fra loro, favorisce fenomeni di riflessione della luce verso il cielo e che il wattaggio di una lampada dipende sia dalle dimensione dell'area da illuminare sia dalla densità delle fonti luminose presenti in quella zona. Facciamo un esempio: se in una area di 400 mt quadrati abbiamo una lampada da 400 w, in quella stessa zona potremo avere anche 4 lampade da 100w cad ma non 4 da 400!! Dall'indagine emerge che tale valutazione dimensione/densità non sussiste, laddove in aree anche molto diverse, il wattaggio è sempre lo stesso. Ciò provoca la iper illuminazione di zone come Piazza XX Settembre e Zona Castello e dell'intero Corso Lucilio, che senza ombra di dubbio sono le zone più illuminate ed inquinate dell'intera città.


Fig.2 - Impianto a norma

Per le soluzioni rimando al prossimo numero, in cui sarà illustrata la situazione nel resto della città e sarà quindi possibile una valutazione d'insieme.

Continua nel prossimo numero...

Pasquale Ago

 
 

 

 
 

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