EDITORIALE
Il big bang e gli impressionisti
Gli Impressionisti legati in qualche modo al Big Bang?
Che cosa collega quello stile di pittura, noto con il nome di Impressionismo, alla teoria cosmologica che pone all'origine dell'Universo
un grande scoppio?
Sia il termine Impressionista sia l'espressione Big Bang furono coniate da
persone che intendevano, con tali neologismi, gettare nel ridicolo, e quindi
far cadere nel discredito, due realtà che essi non condividevano. Louis
Leroy fu il critico d'arte che, non apprezzando il modo di dipingere dei
vari Monet, Renoir, Degas ecc… affibbiò ad essi il termine Impressionisti
derivandolo (e questo può essere visto come un ulteriore legame con gli
oggetti celesti) dal titolo di un'opera in cui Monet descriveva un'alba sul
porto di Le Havre: Impression, soleil levant. Sir Fred Hoyle coniò invece
l'espressione Big Bang. Hoyle, assieme a Bondi e Gold, era autore di una
teoria alternativa al Big Bang, quella dello stato stazionario.
Entrambi i neologismi hanno avuto fortuna restando indissolubilmente legati
alle realtà alle quali erano stati abbinati, ma contribuendo al loro
successo anziché alla loro demolizione, come era invece nelle intenzioni di
coloro che li avevano coniati.
Fiorentino Bevilacqua
UNA PRECISAZIONE
Il numero precedente (n° 14, Agosto - Ottobre 2001) è
stato il primo ad essere stampato in tipografia. Chi si occupa della sua
redazione lo fa a titolo di hobby e di cortesia, nella vita essendo
impegnato in altre attività. Alcuni impegni extraredazionali tipici del mese
di luglio (vacanze familiari incipienti, esami universitari e chiusura
attività lavorative) hanno provocato un certo ritardo nella redazione degli
articoli. Questo ritardo, abbinato all'anticipata, e come tale inattesa,
chiusura per ferie della tipografia, ci ha costretti a masterizzare quanto
era pronto e ad andare in stampa senza aver effettuato né la rilettura degli
articoli né la necessaria revisione dell'impaginazione. Ne sono risultate
delle imperfezioni delle quali ci scusiamo con i lettori.
La Redazione