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Altair On Line - Giornale di Astronomia: Il sistema CCD
 

 

Il sistema CCD

La rivoluzione della fotografia astronomica - parte prima
 

Fino a pochi anni fa per poter effettuare fotografie astronomiche del cielo profondo, come galassie, nebulose, ammassi di stelle o di qualsiasi altro oggetto debole, era indispensabile rifugiarsi in posti lontani dai centri abitati, lontano da ogni forma di luce che potesse compromettere la riuscita delle lastre fotografiche. Per questo motivo gli osservatori astronomici professionali sono ubicati in luoghi estremamente isolati, al riparo dall'inquinamento luminoso. Con l'avvento e l'espansione dei sistemi digitali, sono state costruite fotocamere espressamente concepite per la fotografia astronomica utilizzando il computer, le camere CCD (charged coupled device). Queste camere non utilizzano pellicole fotografiche, bensì un chip, una matrice di fotoelementi sensibili alla luce, i quali sono in grado di registrare anche i più deboli dettagli di un oggetto celeste; l'immagine raccolta viene visualizzata sullo schermo di un computer. Grazie a questa rivoluzionaria innovazione tecnologica, molti astrofili hanno potuto avvicinarsi con maggiore facilità a questo tipo di ripresa, dando un notevole impulso alla diffusione dell' astronomia amatoriale. La camera ccd Hisis22 applicata al telescopio Le prime camere ccd fecero la loro comparsa verso la metà degli anni settanta, erano ad esclusivo appannaggio dei grandi osservatori astronomici, venivano gestite da grossi calcolatori elettronici e solo astronomi altamente qualificati erano in grado di utilizzarle. I costi elevati sia di progettazione che di costruzione ne hanno impedito la diffusione fino agli inizi degli anni 90, fino a quando i personal computer si sono affermati nella nostra vita quotidiana diffondendosi in tutti i paesi civili. Il conseguente abbassamento dei costi di produzione ha dato la spinta necessaria alla diffusione di molti prodotti digitali tra cui le camere ccd. Oggi molti astrofili normalmente effettuano fotografie astronomiche con queste camere. C'è da aggiungere che i ccd vengono usati, per altri scopi, anche nell'industria civile e militare.
Come è fatto un ccd ?
Lo scopo di un ccd è quello di raccogliere quanta più luce possibile dal soggetto astronomico. La luce, com'è noto, è costituita da singoli fotoni ed il nostro occhio ne è un valido rivelatore, ma solo in condizioni diurne. In condizioni normali l'occhio umano è in grado di rilevare solo il 2-3% dei fotoni di luce che riceve; una pellicola fotografica il 5%, un ccd raggiunge il 45%.Un sensore ccd è costituito da una matrice di microelementi elettronici sensibili alla luce. I microelementi di forma quadrata o rettangolare costituiscono i punti elementari dell' immagine, analoghi ai grani d'argento delle pellicole fotografiche. una matrice con i fotoelementi ccdIl termine pixel (abbreviazione di picture elements) spesso si utilizza in modo improprio. Esso indica l'informazione contenuta in un punto dell'immagine e non i microelementi della matrice.

Valerio Fosso

 
 

 

 
 

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